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intervista a claudio azzalin ritratto seduto sulla sua scrivania in Movinlog ripreso a tre quarti sorridente in piano americano

Raccontiamo la nostra Logistica – L’intervista di “il Giornale della Logistica” a Claudio Azzalin, CEO e Co-Founder di Movinlog

Oggi siamo orgogliosi di condividere l’intervista del nostro CEO e Co-Founder Claudio Azzalin che è stato intervistato da “Il Giornale della Logistica”.

L’intervista ha toccato vari temi partendo dalla nascita di Movinlog, passando per l’approccio che da sempre la caratterizza, fino ad arrivare all’ecosistema che ora rappresenta.

Oggi ve li riproponiamo in questo articolo.

intervista a claudio azzalin ritratto seduto sulla sua scrivania in Movinlog ripreso a tre quarti sorridente in piano americano
Claudio Azzalin, CEO e Co-Founder di Movinlog

Tutto parte da un’idea: l’attenzione al processo

Quando gli viene chiesto da cosa nasce Movinlog, Claudio risponde: da una necessità.

“Tutti proponevano solo braccia a un certo costo orario, senza chiedersi se
quel processo fosse efficiente o meno.”

L’idea si presenta a Claudio quando ancora lavora in BRT e per gestire volumi sempre più alti in meno tempo, ha bisogno non solo di braccia, ma di testa. Gli serve qualcuno che pensi non solo a quante risorse servono (per di più fatturate con un costo orario), ma anche se il processo utilizzato da quelle risorse sia corretto oppure possa avere dei margini di miglioramento.

Nonostante le ricerche però non trova nulla e capisce di aver individuato un punto scoperto, un buco di mercato che non solo è utile da riempire, ma sarebbe stato necessario per lo sviluppo del settore stesso.

Fonda quindi Movinlog, insieme a Maurizio Errico, con un metodo rivolto al processo, all’ottimizzazione dei flussi. Le prime aziende con cui collaborano non conoscono Movinlog ma credono nell’approccio.

Un’attenzione al come piuttosto che al cosa che nel corso degli anni ripaga e che costruisce una realtà solida, un partner affidabile che riesce a portare le aziende fuori dal “Medioevo della Logistica”, mappando i loro processi e fotografando l’esistente per proporre poi un piano di efficientamento.

La compliance come pilastro non come conseguenza

immagine nell'articolo dell'intervista di claudio azzalin, in cui si ritraggono i dipendenti di Movinlog in una riunione interna.

L’attenzione al processo ha portato ad un approccio guidato dalla compliance normativa: le nostre azioni si basano sul concetto di genuinità. Non c’è spazio per l’ambiguità soprattutto quando lavori con approccio al processo che per funzionare in modo efficiente non può prescindere dalla trasparenza.

L’innovazione nella cura del cambio appalto

Un altro valore determinante nel racconto di Claudio che è intrecciato alla storia di Movinlog è la cura per una delle fasi più delicate del lavoro di Movinlog: il cambio appalto.

Nonostante sia uno dei momenti che richiede più attenzione è anche quello che tende ad essere gestito in modo sbrigativo. In Movinlog si è strutturato un metodo in cui le due figure più importanti di rappresentanza per il lavoratore, Claudio stesso e la nostra responsabile HR Sabrina Stermieri, si recano in loco, e organizzano una presentazione dell’azienda e delle persone che da adesso in avanti gestiranno i lavori.

Il lavoratore parla direttamente con il suo datore di lavoro, gli dà un volto e lo contestualizza, non rimane un’identità astratta e lontana.

È un esempio di processo ottimizzato: le persone si sentono parte di una squadra non semplici pedine da posizionare nel posto giusto al momento giusto. Questo porta la quasi totalità dei dipendenti (con un tasso di passaggio circa del 98%) ad accettare i cambi appalto senza abbandonare il lavoro: per il rapporto di fiducia creato con Movinlog.

 

La figura del capofiliale

La cura dimostrata nel cambio appalto si inserisce in un contesto più ampio di cui Claudio parla in modo molto diretto: investire sulle persone interne all’aziende valorizzandole.

Citando l’articolo:

“Meglio investire su chi c’è, formarlo, gratificarlo quando lavora bene.”

Su questa linea abbiamo trasformato la figura di capofiliale, facendola evolvere in una posizione non solo di rilievo operativo, ma di responsabile di gestione della filiale.

Questo è venuto naturale, sia per responsabilizzare il capofiliale ma anche per una particolare esigenza del nostro settore: la gestione top-down diretta delle filiali non è sempre possibile, occorre essere calato nella realtà per conoscerne i flussi e le criticità con i tempi di latenza e di percorrenza totale.

Abbiamo iniziato con un processo graduale con riunioni e follow up costanti, per ottenere poi un gruppo indipendente che prende decisioni autonome in sintonia.

Così si valorizzano le persone: fornendo spunti di crescita e accompagnandoli in un processo di progressiva responsabilizzazione.

Vent’anni di attenzione al processo, uno sguardo al futuro

Ripercorrendo le tappe raccontate da Claudio nell’intervista, emerge un filo conduttore chiaro: Movinlog non è nata per fornire solo manodopera, ma per ripensare il modo in cui i processi logistici vengono gestiti.

Dall’intuizione iniziale in BRT alla scelta di fondare un’azienda basata sulla compliance e sulla genuinità, fino alla cura quasi artigianale riservata al cambio appalto e alla valorizzazione delle persone, attraverso figure come il capofiliale: ogni scelta racconta la stessa filosofia applicata a contesti diversi.

Sono proprio questi vent’anni di coerenza, più che una singola intuizione, ad aver reso Movinlog un ecosistema riconosciuto nel settore. Un percorso costruito un passo alla volta, con l’obiettivo dichiarato da Claudio fin dall’inizio: non limitarsi a “dare braccia”, ma portare metodo, testa e visione in un settore che ne aveva bisogno.

Ringraziamo “Il Giornale della Logistica” per lo spazio dedicato a questa intervista e vi invitiamo a leggerla qui per intero per scoprire ulteriori dettagli e retroscena sulla storia di Movinlog.