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Location del logistic forum nella sede di Rimini, in cui abbiamo palato del futuro della logistica

Nuovi venti all’orizzonte: dove va il futuro della logistica

Apriamo questo articolo con una domanda.

Tra la crescente digitalizzazione e l’avvento dell’AI nell’automazione dei processi cosa farà la differenza nella logistica?

La risposta non è semplice e andrebbe analizzata da vari punti di vista. Oggi però vogliamo darvi il nostro su come si muoverà il futuro della logistica nei prossimi anni.

Quest’anno abbiamo partecipato al Richmond Logistic Forum per il nono anno consecutivo e abbiamo cercato di darci una risposta. Mentre incontravamo persone e aziende del settore, abbiamo capito che il vero valore di questi tre giorni non sia stato il numero di persone incontrate ma la qualità delle conversazioni avute con loro.

Si è parlato di tutto: tecnologia, AI e sistemi di automazione, di rapporto tra partner e fornitori, la cui differenza spesso non è solo semantica, e la centralità delle persone in tutti i processi.

Da questi confronti abbiamo capito che la conversazione giocherà un ruolo determinante nei prossimi anni.

Esploriamolo insieme.

Le conversazioni come base economica

La conversazione è la prima forma di scambio sociale. In sociologia è stata ampiamente studiata e viene definita come:

Lo strumento primario attraverso cui gli esseri umani organizzano la loro vita sociale.

– Harvey Sacks, Sociologo

Il sociologo Erving Goffman, fa un passo avanti e vede la conversazione come un’attività contrattuale. Questa richiede una costante cooperazione emotiva e cognitiva, ma anche una continua negoziazione di significati, ruoli e posizioni di potere. Esattamente come un contratto tra aziende.

In quest’ottica l’associazione viene spontanea: cos’è un rapporto aziendale se non una conversazione? Ogni connessione, ogni lead, nasce da lì, da un primo scambio di parole tra due persone. Cresce, si evolve e cambia nel tempo ripensandosi e rivalutandosi proprio da conversazioni.

Al Richmond Logistic Forum questa è stata la costante, il vento che ha fatto la differenza e come partendo dalla base delle conversazioni si possano affrontare i cambiamenti che ci attendono.

Quali sono questi cambiamenti? Ne abbiamo individuati due.

Partner VS Fornitore: solo semantica?

Partner e fornitore non sono sinonimi ma la loro differenza non sta solo nella semantica. Una delle sfide dei prossimi anni sarà riconoscere i partner che si vogliono mantere al proprio fianco perché allineati per valori, aspettative e metodo di lavoro.

Il lato economico sarà come sempre una leva che incide, ma quella che farà la differenza sarà nel trovare partner e non semplici fornitori. Non è una novità, c’è sempre stata, ma sarà evidenziata dall’ingresso dell’AI e dei sistemi di automazione nel settore.

Come si inserisce qui la conversazione?

La differenza principale sta nel tipo di approccio: con un semplice fornitore non si hanno scambi e conversazioni che contaminano entrambe le parti. Si hanno solo feedback freddi, spesso frettolosi.

Per noi un partner invece sa riconoscere quando c’è una frizione e attiva una conversazione che possa portare beneficio a entrambe le parti. Affrontando il problema insieme attraverso un libero scambio di opinioni e professionalità il rapporto ne esce rafforzato.

Trovare partner che vogliono intrattenere conversazioni e instaurare un rapporto di fiducia duraturo farà la differenza nel nostro settore.

Come sarà la conversazione tra persone e intelligenza artificiale nel futuro della logistica?

L’adozione dell’IA nella catena di approvvigionamento riguarda più le persone che la tecnologia “

– Abe Eshkenazi, CEO di ASCM (Association for Supply Chain Management)

Come ogni grande rivoluzione quella dell’AI sta portando molte domande e porterà un cambiamento radicale, introducendo un altro tipo di conversazione: quella tra persone e intelligenza artificiale.

Uno studio titolato “Il paradosso delle persone nell’integrazione dell’IA nella catena di approvvigionamento”, ha rilevato che il 91% delle organizzazioni prevede di utilizzare l’IA per supportare i lavoratori umani, mentre solo il 7% si aspetta che li sostituisca direttamente.

Non si parla quindi di sostituzione ma di integrazione, che non avverrà dall’oggi al domani. La situazione attuale è stata descritta da Abe Eshkenazi, CEO di ASCM (Association for Supply Chain Management):

“Le organizzazioni che stanno facendo veri progressi considerano la preparazione della forza lavoro come parte integrante dell’investimento tecnologico, non come un ripensamento. Imparano facendo, coinvolgono i manager nel processo fin dalle prime fasi e costruiscono la fiducia una funzione alla volta.”

Come si inserisce qui la conversazione?

La chiave sarà la formazione, la preparazione delle persone a conversare con i sistemi di automazione AI. Se scomponiamo la conversazione come la vedeva Goffman avrà regole nuove, nuovi codici, nuovi output, ma avrà una base costante.

Formare le persone in questa nuova forma di conversazione sarà una sfida importante.

Possiamo quindi rispondere alla domanda all’inizio dell’articolo: cosa farà la differenza nella logistica dei prossimi anni?

Se in Movinlog abbiamo affrontato i nostri primi vent’anni grazie all’approccio intra-situazionale applicato alla logistica lavorando sulle persone, i prossimi vent’anni potranno essere guidati dalle conversazioni, alcune in nuove forme ma sempre interazioni e contaminazioni come nodo centrale della supply chain.